giornale d'attività

Fondo Verri&Cool Club
Letterature al presente
Venerdì 13 novembre alle ore 20.30 presso il presidio del libro Fondo Verri di Lecce si terrà la presentazione del volume Amianto. Storia di un serial killer della giornalista Stefania Divertito, pubblicato dalla casa editrice VerdeOro.
Una giovane giornalista decide di percorrere la via crucis dell'amianto. Nelle scuole elementari, nelle case di periferia, sulle navi che ancora oggi intossicano i porti, nelle fabbriche, racconta di chi deve combattere contro l'ottusità delle burocrazie (e l'indifferenza di un'intera classe politica).
La polvere d'amianto non fa distinzioni. Arriva, si deposita e uccide.
In Italia ogni anno muoiono 4.000 persone a causa di mesoteliomi e asbestosi, tra coloro che in fabbrica o sulle navi ci hanno lavorato per una vita ma anche tra semplici cittadini, con l'unica colpa di essere nati troppo vicino a una discarica abusiva o inconsapevoli dirimpettai di tettoie pericolose. Tutte persone a cui, nella maggior parte dei casi, stata negata anche una semplice pensione d'invalidità e gli indennizzi che spettavano loro di diritto. I colpevoli ci sono, e vanno processati.
Stefania Divertito, nata a Napoli nel 1975, giornalista d'inchiesta specializzata in tematiche ambientali e scrittrice. Responsabile della cronaca nazionale per il quotidiano Metro, collabora con Vanity Fair e altri periodici. Per la sua inchiesta sull'uranio impoverito durata sette anni ha vinto nel 2004 il premio Cronista dell'anno indetto dall'unione cronisti italiani. Ha pubblicato nel 2004 il libro-reportage "Il fantasma in Europa"(con Luca Leone), sulla Bosnia del dopo-Dayton e nel 2005 "Uranio il nemico invisibile".
Fondo Verri/ stagione autunno-inverno 2009-2010
Le anteprime de Le mani e l'Ascolto
Sabato 31 ottobre, alle 21.00, al Fondo Verri la scrittrice Luisa Ruggio presenta Congedo/Distante duo un progetto nato nel 2006 dalle idee che accomunano i due musicisti pugliesi. Il duo costituito da Dario Congedo e Giorgio Distante è il pretesto di un laboratorio sonoro: la ricerca attorno all'improvvisazione musicale legata a due strumenti cardine: tromba e batteria. L'interplay che si crea durante la performance fa emergere l'amalgama tra questi due strumenti e il loro sound unito da un collante invisibile: l’elettronica live.
Il repertorio creato dai due musicisti di formazione statunitense - che vantano collaborazioni coi grandi nomi della scena musicale contemporanea – è un insieme di brani inediti alternati ad improvvisazioni in cui anche l’elettronica è intesa come elemento interattivo. La performance mescola atmosfere che dal jazz si muovono verso la musica etnica, rivelando una strepitosa intesa che consente movimento sonoro a due tra i talenti più raffinati espressi dal territorio.
stagione autunno-inverno 09/10

Roberto Pazzi
Due conferenze di Roberto Pazzi a Lecce
Lunedì 26 ottobre, alle 20.00, al Fondo Verri
Il piacere della carta nell'era in cui si profila il libro digitale
Martedì 27 ottobre, alle 10.30, nell’Aula Ferrari dell’Ateneo
"Narrare ad occhi ben chiusi, ovvero la rivincita della visione sulla vista"
(a cura di Alessandro Turco e della prof.ssa Anna Colaci)
Torna ancora una volta a Lecce - dopo il successo degli incontri salentini, tenuti nei mesi scorsi - lo scrittore ferrarese Roberto Pazzi. Prendendo spunto dal suo ultimo libro, “Dopo primavera”, edito da Frassinelli, con cui ha appena vinto il “Premio Siderno”, assegnato da una giuria presieduta da Walter Pedulla, Pazzi conferirà sulla passione della lettura, con una comunicazione sul tema “Il piacere della carta nell’era in cui si profila il libro digitale”. L'appuntamento è al Fondo Verri, lunedì 26 ottobre 2009, alle 20.00. Roberto Pazzi, reduce da un viaggio in Canada, dove ha rappresentato il nostro Paese per il “Festival della Letteratura Internazionale del Quebec”, e da Ginevra dove è stato ospite del Salone del Libro francese, insieme a Luciano Canfora, riceverà il 25 ottobre, a Potenza, il Premio Internazionale “Basilicata” alla carriera, dalla giuria coordinata dal critico Leone Piccioni. Il 27 ottobre, a Lecce, nell’Aula Ferrari dell’Ateneo, terrà un seminario dal titolo: “Narrare ad occhi ben chiusi, ovvero la rivincita della visione sulla vista”. Gli incontri sono organizzati da Alessandro Turco in collaborazione con il Fondo Verri e la Facoltà di Lettere e Filosofia - Dipartimento di Filologia Classica e Scienze Filosofiche dell’Università di Lecce, a cura della prof.ssa Anna Colaci.
Venerdì 9 e domenica 10 ottobre (ore 21.00 - ingresso gratuito) al Fondo Verri di Lecce proseguono gli appuntamenti de La Poesia nei jukebox, rassegna di musica e libri a cura di Coolclub in collaborazione con Officine Cantelmo, Fondo Verri, Libreria Ergot e Il Giardino delle Nuvole e con il Patrocinio della Provincia di Lecce, che rientra nell’ambito del progetto Ottobre, piovono libri: i luoghi della lettura promosso dal Centro per il libro del Ministero per i Beni e le attività culturali in collaborazione con la Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, l’Unione delle Province d’Italia e l’Associazione Nazionale Comuni Italiani.
La poesia nei jukebox si propone di tracciare un percorso nella storia della musica attraverso la voce degli autori, la ricerca musicale, i romanzi che trasudano musica, il costume e lo stile che la musica ha marchiato, e anche attraverso la musica stessa e le canzoni. Sette incontri capaci di spaziare tra generi (letterari e musicali), con l’intento di raccontare il secolo appena trascorso e quello appena cominciato proprio attraverso la musica e le parole.
Venerdì 9 ottobre un interessante cambio di prospettiva sulla musica e sulle sue influenze con la presentazione del libro “La rivolta dello stile” che il giornalista Pierfrancesco Pacoda ha scritto con il sociologo e antropologo Ted Polhemus. La musica è il linguaggio per eccellenza delle culture giovanili. Espressione di un confuso supermarket dello stile, definisce oggi i confini, sottili, delle comunità, e ha sostituito così l’appartenenza a un’etnia basata sulle radici e la tradizione. Fenomeno sempre più al centro della cultura delle metropoli, dove i ragazzi fondano la loro identità proprio sui suoni nei quali si riflettono. Quegli stessi suoni che non si limitano più a essere canzoni, ma generano linguaggio, abbigliamento, consumi. Quello, insomma, che viene definito “stile di vita”. Questo libro è una guida alle modificazioni che solcano i codici del lifestyle e della società, ricostruendo una geografia fatta di luoghi, club, stelle del rock e dj di successo che, inconsapevolmente, hanno messo in relazione la strada e i consumi, l’underground e l’alta moda, sovrapponendo frammenti di una ribellione che passa dal rock’n’roll a Malcolm X, da Vivienne Westwood ai chicanos che ballano nei club latin only di New York. Se Ted Polhemus racconta la nascita di una rivoluzione che, attraverso i grandi protagonisti della musica bianca e nera, ha contribuito a cambiare il volto dell’America e dell’Europa, Piefrancesco Pacoda (che sarà ospite dell’incontro insieme all’operatore culturale e giornalista Mauro Marino) raccoglie il testimone, e fa parlare il presente attraverso le voci dei protagonisti della scena musicale, portandoci nei locali, da Londra a New York a Goa passando per Berlino, lasciando che a spiegarci cos’è un club sia chi ne costruisce l’immagine e la vita ogni notte. Pierfrancesco Pacoda, critico musicale e saggista, si occupa di stili di vita e culture giovanili. Tra i suoi libri: Potere alla parola e Sulle rotte del rave (Feltrinelli), Hip hop Italiano e Io, DJ (Einaudi). Collabora con “Il Resto del Carlino”, “L’Espresso”, “Hot Magazine” . Ted Polhemus è sociologo, antropologo, figura di riferimento nello studio delle culture giovanili. Ha curato la mo-stra Streetstyle al Victoria and Albert Mu-seum di Londra. Tra i suoi libri Fashion&Anti-Fashion, Diesel / World Wide Wear
Sabato 10 ottobre spazio alla presentazione del romanzo Ghiaccio di Alessio Viola, scrittore, editorialista del Corriere del Mezzogiorno. Ghiaccio edito da Palomar, è un romanzo generazionale, on the road tra la Puglia e l’Olanda. Intrecci tra terrorismo, amicizia e amore, è il secondo capitolo di una trilogia cominciata nel 2006 con Closin’time per le Edizioni della Libreria, Laterza. Neil Young, i Beatles, il rugby, inseguimenti alla Serpico, il testamento di Easy rider, Guccini, la lotta politica, la focaccia “nella carta color marrone” di S.Nicola, gli addii alla Bogart. Humor che disturba ma fa sorridere, sogno e disincanto, la coppia anni 70, chiusa o aperta, il femminismo e la crisi, le estenuanti sedute di autocoscienza e la necessità di dirsi tutto, “poi a settembre, il massacro”. Le cabine a gettoni, profumo di camomilla e fieno, alla ricerca di una donna occhi color pervinca, strappati dalla realtà della quotidianità, noia, tradimenti e matrimoni, l’orrore del succedersi di giorni tutti uguali. “Ce ne saranno di donne di quelle che sorridono senza parlare, che parlano senza chiedere, che chiedono senza togliere”. Classe ’52, barese d’adozione, è sposato e ha un figlio, cui dedica i suoi lavori. Sulla figura del padre Cesare, sarto ecclesiastico a Troia, in provincia di Foggia, scrive una delle pagine più apprezzate del suo precedente libro. Laureato in Filosofia, giornalista, editorialista del Corriere del Mezzogiorno, collabora alla Comunicazione del Ciasu. Componente della Presidenza nazionale dell’Associazione Italia-Cina, ha curato i rapporti economici ed istituzionali tra i due Paesi. Nel 1980 ha diretto il periodico “La voce del Mezzogiorno” della Provincia di Bari. Ha collaborato con Repubblica Bari, e alcune televisioni locali, tra cui Telebari e Antenna Sud. Correttore di bozze per Laterza dal ’78 all’80, ha insegnato Storia e Filosofia negli istituti di scuola media superiore.
Il presidio del libro di Lecce, Fondo Verri, sabato 26 settembre, dalle 20.00, nella sua sede, in via Santa Maria del Paradiso, per l'edizione 2009 della Festa dei lettori, propone il vernisage della mostra “Il tempo di Anna” opere minimali che riciclano carta e plastica. Anna Colazzo ci mette le mani e il tempo appunto, grande pazienza e costanza che si chiude nell'opera che accoglie il colore. Ma non è tutto, nella serata la presentazione della raccolta di versi “Sudapest” di Irene Leo edita per i Poet/bar di Besa e a seguire l'ascolto del poema-teatrale “Pietra Pianta” di Alessandro Berti.
Poesia nel verso lungo quella di Irene Leo, in Sudapest che vede tornare in libreria il Poet/bar di Besa. Scrittura che osa la narrazione che mischia voci e umori. Paesaggi anche, climi, desideri e solitudini sempre in cerca, che si spiegano, si aprono nel tentativo dell'accogliere. C'è l'amore, l'amaro dei destini e l'andare. “E’ una dimensione nervosa, vacillante, imprevedibile, quella proposta, un’altena di spine e orizzonti nel nostro Sud, o forse di tutti i luoghi del cuore, dei Sud del mondo che diventano in una sorta di trasfigurazione unitaria, “Sudapest”. Le generazioni coinvolte si annodano ad un destino che è sempre in continua sfida, ed ha una gittata a lungo termine. E’ la storia di un viaggio, di un ritorno, della poesia che abita l’assenza, diventa il tutto, dell’alito di misterioso vento che smuove le piccole cose terrene, presagio di resurrezione imminente nel cerchio consapevole del tempo”.
Pietra, pianta è un discorso di un uomo (l'attore Alessandro Berti) che si è rifugiato su un monte, a fianco di una chiesa abbandonata, e da lì assiste al lento scorrere del proprio tempo, visitato da un cane, spiato dagli animali del bosco. Il suo discorso fluido, senza inizio né fine, racconta della lotta per accettare l'esistenza nel suo sordo scorrere semplice, senza più occupazioni se non quelle della propria sussistenza fisica e della coscienza delle cose attorno. Il ricordo, talvolta molesto, di ciò che ha lasciato, l'entusiasmo improvviso per un animale che arriva o la forma di una nuvola, l'abbandonarsi al vuoto o il resistergli: sono questi i sentimenti e i pensieri del protagonista di Pietra, pianta. Il lavoro teatrale è un dialogo tra una scrittura poetica semplice e un lavoro musicale altrettanto scarno e in ascolto, nel tentativo di creare un respiro comune tra voce e corde che trasporti in teatro la sospensione di un angolo di natura.
Info: Fondo Verri, via Santa Maria del Paradiso 8 - 73100 Lecce
tel.fax 0832 304522 - cell. 3273246985
4° FESTIVAL DEL CINEMA INVISIBILE
Lecce, Accademia di Belle Arti/Fondo Verri – 27/30 Agosto 2009
Giovedi 27 Agosto
Da oggi sino a domenica grande appuntamento a Lecce con la quarta edizione del Festival del Cinema Invisibile, la manifestazione dedicata ai migliori film e documentari del recente cinema indipendente italiano, realizzata dal Circolo del Cinema Fiori di Fuoco e dalla U.I.C.C., con il patrocinio e il contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Direzione Generale Cinema e il patrocinio della Regione Puglia – Assessorato al Mediterraneo e di “Festival of Festivals”, sotto la direzione artistica di Nicola Neto e Ornella Striani.
Già dalla mattina presso il Fondo Verri, in via Santa Maria del Paradiso, si potrà visitare la mostra “Il Salento sul set” di Claudio Longo: immagini raccolte dal noto fotografo leccese durante la lavorazione dei numerosi film girati nella provincia salentina nel corso dell’ultimo decennio.
Dalle 17.00 al via le proiezioni delle opere in concorso con tre documentari di diverso stile: la liricità di “I love Benidorm” di Gaetano Crivaro e Mario Romanazzi, i toni da commedia di “Un tempo si chiamavano cafoni” di Orsola Sinisi e il reportage “Via Anelli, il ghetto di Padova” prodotto da Marco Paolini e diretto da Marco Segato.
La programmazione continua dalle 20.00 nel Chiostro dell’Accademia di Belle Arti con il documentario “Adolfo Colosso” del salentino Alessandro Torsello, le commedie “L’aspirante”, “La malarazza” e “Chi non c’è non c’è”, gli intensi “Fuori uso”, vincitore dei Festival di Napoli e Genova, con una convincente interpretazione di Gianmarco Tognazzi, “Sotto il mio giardino”, il corto di Andrea Lodovichetti premiato in tutto il mondo, “Za la Mort”, “Il sonno di Rosetta” e “15 seconds” prodotto e interpretato da Raoul Bova.
I film saranno preceduti dall’incontro con gli autori presenti.
Ingresso unico € 3,00.
Programma e informazioni su film e autori sul sito: http://digilander.libero.it/fioridifuoco.
La poesia odora
è poesia da tutte le parti
ed io mi fingo lo specchio in cui trafugo
quei sogni accorti che ti racconto
Antonio L. Verri
Giovedi 27 Agosto, alle 21.00, a Campi Salentina,
nel Giardino della Casa Prato,
nell'ambito della rassegna “Vaghe Stelle - Poesia Teatro e Musica sotto il cielo d'estate”
voluta dall' Assessorato alla Cultura
in scena “Qui se mai verrai…”,
concerto-recital del Fondo Verri, dedicato al Salento e ai suoi poeti.
Giovedi 27 Agosto, alle ore 21.00, a Campi Salentina, nel Giardino della Casa Prato, nell'ambito della rassegna “Vaghe Stelle Poesia Teatro e Musica sotto il cielo d'estate” - voluta dall' Assessorato alla Cultura - andrà in scena “Qui se mai verrai…”, concerto-recital del Fondo Verri, dedicato al Salento e ai suoi poeti.
Un concerto di suoni e voci con gli attori Piero Rapanà, Simone Giorgino e Angela De Gaetano accompagnati dai suoni di Adria: Claudio Prima all'organetto, Redi Hasa al violoncello, Emanuele Coluccia al sax tenore e soprano e il canto cristallino ed emozionato di Maria Mazzotta.
Le parti poetiche che compongono il recital sono tratte dai versi di Vittorio Bodini, Girolamo Comi, Ercole Ugo D’Andrea, Rina Durante, Vittore Fiore, Vittorio Pagano, Claudia Ruggeri, Salvatore Toma e Antonio L. Verri. Per un itinerario poetico che avviandosi da Lecce tocca (nomina) Acaya, Roca, Martano, Otranto, Castro, Poggiardo, Palmariggi, Vitigliano, Cocumola, Porto Badisco, S. Maria di Leuca, Gallipoli.
Andare!
Si può viaggiare attraversando l’immateriale? Incrociare la traiettoria di una voce, di un sussurro? Camminare in punta di piedi su tracce d’inchiostro? Si può? Sì, si può!
C’è una geografia ideale della Terra d’Otranto che i poeti hanno tracciato con i loro versi.
Il territorio, la sua natura. I soffi del vento, il cicaleccio dell’arsura estiva, le solitudini, i clamori della festa, le paure, le lontananze, i rifugi domestici… materia di una lingua che nel Novecento s’è fortificata d’esperienze che hanno valicato il soffoco della provincia e aperto orizzonti inimmaginabili a Lecce e al Salento oggi, inscindibile dal suo portato culturale.
Al viaggiatore… “Qui se mai verrai…” è l’omaggio a chi ha saputo interpretare la pietra, il vento e il mare le strade di polvere e i dolori delle malinconie consumate al sole. La luce col suo accecare il soffoco e il riparo. Il Salento insomma, la terra che stai visitando! Che mai potrai sapere nella sua pienezza. Fugge sempre… sempre cangia puntuta e scontrosa… Sensi soltanto, nell’allerta, ti chiediamo. La poesia è accorgersi e dimenticare, sussurro, materia labile. Confondila con gli occhi! Guarda!